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Il Gattopardo e la nobiltà siciliana

Giuseppe Tomasi di Lampedusa
La famiglia dei Tomasi
Il romanzo Il Gattopardo
Il significato pessimista
E' un romanzo storico?
Il film di Luchino Visconti
Il cast e la scenografia
Definizione e storia della nobiltà
La nobiltà nell'Età contemporanea
Titoli e quarti di nobiltà
FAMIGLIE NOBILIARI SICILIANE
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     IL GATTOPARDO

        "...nessuna forza positiva della
   storia...si profila come alternativa
   all'epos della decadenza cantato
   con struggente nostalgia"

   (Luciano De Giusti, La transizione
   di Visconti)

   

    La faniglia dei Grifeo

   
     
     

 

 

   Stemma della famiglia Grifeo di Partanna

Foto da Wikimedia Commons

 
 






 

  La famiglia nobiliare dei Grifeo, secondo una lontana leggenda, avrebbe avuto origine in periodo bizantino. Tutto partirebbe da Leone Foca, che sarebbe stato figlio del generale bizantino Barda Foca il vecchio. Anch’egli militare, Leone si sarebbe scontrato, vincendo, con "Graffeo", capo di milizie bulgare. L'imperatore bizantino Giovanni I, per premiarlo, lo mise a capo dell'isola di Creta. Leone Foca inserì nel proprio stemma un grifone, da cui il nome Grifeo. Militare di professione, durante una spedizione in Sicilia, sotto il comando dal generale Niceforo Foca (che sarebbe diventato imperatore), morì nel 970. Successore di Leone sarebbe stato un certo Euripione o Auripione Graffeo, che risiedeva nell’isola di Candia. Anch’egli partecipò ad una spedizione in Sicilia, sotto il celebre generale bizantino Maniace, contro i saraceni. Euripione in onore alla Madonna che li aveva protetti durante gli scontri e portati alla vittoria, edificò a Messina una chiesa a suo nome. Fece poi ritorno nella sua Candia, seguito da due dei tre figli. Il terzo, Giovanni Graffeo, rimase nell’isola, anche durante la dominazione normanna. Secondo la leggenda, sarebbe stato il capostipite della famiglia dei Grifeo.

Con i documenti si parte proprio da Giovanni I Grifeo. Questi, in uno scontro contro i saraceni, salvò la vita a Ruggero I. Il Re normanno gli affidò il feudo di Partanna (con le sue terre), centro fortificato, pggi,  in provincia di Trapani, trasformato in baronia nel 1092. Il figlio Ugone partecipò a Palermo alla cerimonia di incoronazione del Re normanno Ruggero II. Era il 1130. Successivamente il Re affidò ufficialmente al figlio Giovanni II la baronia, con atto reale del 1137. Il centro storico del centro di Partanna fu fortificato con delle mura nel XIV secolo.
Bartolomeo Grifeo, che era nipote di Giovanni III Grifeo, oltre alla baronia di Partanna, assunse l’incarico di straticoto di Messina. Ebbe parte nella rivolta dei Vespri (del 1282), respingendo l’assalto a Messina delle truppe francesi di Carlo I d'Angiò.
Sotto il governo di Pietro IV d'Aragona, Giovanni IV Grifeo assunse, oltre la baronia, assunse l’incarico di governatore di Sutera. Ulteriori titoli si aggiunsero oer la famiglia Grifeo, con il matrimonio di Giovanni IV con la nobile catalana Chimene d'Arenos, che strinse il rapporto con la casata aragonese al potere in Sicilia. Il figlio, infatti, Benvenuto I Grifeo, servì il Re sia in Catalogna che in Sardegna, Ricoprendo la carica di ammiraglio dell'armata marittima soccorse in Sardegna i castelli di Chirra, San Michele e Collari. Alla fine delle campagne militari, Benvenuto I Grifeo ottenne il feudo sardo di Galtellin col titolo di visconte e la baronia di Misirrindino in Sicilia.
La famiglia ebbe anche dei vescovi. Guglielmo Giovanni Grifeo (nel 1338) assunse la carica di vescovo prima di Lipari e poi di Patti. Nel 1685, anche Francesco Maria Grifeo divenne vescovo di Mazara del Vallo.
Nel periodo della rivolta contro re Federico IV di Aragona (1392), capeggiata dai Chiaramonte, Giorgio Grifeo si scontrò con essi nella zona di Mazara del Vallo.
Nel 1468, il feudo di Partanna accolse ed ospitò lo scultore Francesco Laurana. Questi realizzò, oltre lo stemma nobiliare dei Grifeo (che si può ammirare nel cortile del castello), diverse sculture per la chiesa del Carmine Nuovo e tredici statue per i giardini del castello, queste poi andate perdute..
Baldassarre I Grifeo, nel 1570, partecipò alla corte di Ferdinando il Cattolico, divenendo, all’età di 19 anni, generale nella guerra di Granada e di Portogallo, Sposò Eleonora Paternò.
Nel 1627, Filippo IV di Spagna elevò la baronia di Partanna a principato. Sotto di esso, Partanna raggiunse i 10.000 abitanti.

Nel XVII secolo, Mario Grifeo si distinse per una carriera notevole. Divenne duca di Ciminna (1634), governatore della "Nobile compagnia della Carità" di Palermo (1641), poi pretore sempre a Palermo (1647), e infine nel 1650, ambasciatore del senato di Palermo alla corte del principe don Giovanni d'Austria, il condottiero spagnolo che vinse la battaglia di Lepanto.
Tra il 1692 e il 1729, i Grifeo fecero costruire la chiesa Matrice. A tre navate era ricca di pitture e stucchi, realizzati da Vincenzo Messina e dai fratelli Serpotta. Danneggiata dal terremoto del Belice del 1968, la chiesa fu ricostruita.
Nel ‘700, i Grifeo ricoprirono la carica di "capitano giustiziere" di Palermo. Per primo Girolamo I Grifeo, dal 1740, poi fu la volta di Benedetto II Grifeo, dal 1747, infine Girolamo Maria II Grifeo, nel 1771. Furono più volte deputati del Regno. Con Benedetto II la famiglia Grifeo entrò a far parte dell'ordine di Malta, privilegio, infatti, anche di Girolamo Maria II Grifeo, nel 1762. Quest’ultimo venne inviato a Napoli come ambasciatore del senato e del popolo siciliano, presso la corte del Re Borbone, nel 1782. Il rapporto d’amicizia fu tale che Girolamo Maria divenne "gentiluomo di camera" del Re.
Il Principe Benedetto Maria III Grifeo, nel 1781, sposò la duchessa Lucia Migliaccio e Borgia, ricca di titoli, proprietà e privilegi. Dal matrimonio, in particolare, la duchessa aggiunse il ducato di Floridia, la baronia del feudo della Cavalera e il territorio di Mandarado. Benedetto, inoltre, rivestì le cariche di  gentiluomo di camera e consigliere di stato, mentre la duchessa Luisa divenne dama di corte della regina. Sempre lei, prima diventò dama dell'ordine della Croce stellata d'Austria e dell'ordine di Maria Luisa di Spagna, poi (perso il marito) con un matrimonio morganatico, sposa di Ferdinando I, re delle Due Sicilie. Il potente sposo gli regalò Villa Floridiana con il parco e il titolo di principessa di Castùra
Oltre agli incarichi di Benedetto Maria, Vincenzo Grifeo Gravina e Migliaccio (Nel 1815) assunse quello d’ambasciatore straordinario e ministro plenipotenziario alla corte di Prussia (ed altre corti). Il fratello Luigi Grifeo, fu ambasciatore in quasi tutte le corti italiane, a Berlino e a Madrid.
Francesco Grifeo e Gravina, nel 1872, entrò nella corte del Re d’Italia e fu gentiluomo di corte della regina Margherita.
Giulia Grifeo di Partanna, che però apparteneva al  ramo napoletano, sposò il regista Luigi

 
 

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