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Il Gattopardo e la nobiltà siciliana

Giuseppe Tomasi di Lampedusa
La famiglia dei Tomasi
Il romanzo Il Gattopardo
Il significato pessimista
E' un romanzo storico?
Il film di Luchino Visconti
Il cast e la scenografia
Definizione e storia della nobiltà
La nobiltà nell'Età contemporanea
Titoli e quarti di nobiltà
FAMIGLIE NOBILIARI SICILIANE
I Chiaramonte
I Polizzi
Gli Alagòna
I Moncada
I Valguarnera-Gangi
I Branciforte
I Lanza
I Grifeo
Gli Alliata

Video su Il Gattopardo
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     IL GATTOPARDO

        "...nessuna forza positiva della
   storia...si profila come alternativa
   all'epos della decadenza cantato
   con struggente nostalgia"

   (Luciano De Giusti, La transizione
   di Visconti)

   

    Titoli e quarti di nobiltà

   
     
     

 

 

Chiesa matrice di Partanna, decorazione a stucchi nella navata destra, realizzata per volere della famiglia Grifeo. Foto dopo i restauri 

Peppe64  - 4 aprile 2007
da Wikimedia Commons

 
 




 

   Quando si parla di nobiltà, bisogna capire il tipo di titolo, perché tra essi esiste una definita scala gerarchica. Nei testi più antichi sono menzionati soltanto il Principe, il Conte e il Duca. Tuttavia, nella progressione storica, in Europa si contarono ben 16 tipologie nobiliari. Esse erano (in ordine d’importanza):
Imperatore, Re, Principe, Granduca, Arciduca, Duca, Marchese, Conte, Conte palatino, Visconte, Barone, Signore. Patrizio, Nobile, Dominus e Cavaliere.
La nobiltà sarda prevedeva anche: Giudice, Generoso e Cavaliere Nobile Don.

Le gerarchie nobiliari non influivano, in realtà, sulla forza di ciascuno di essi. Questa poteva dipendere, infatti, dalle alleanze tra famiglie ottenute con i matrimoni incrociati e la ricchezza dei possedimenti fondiari, mentre il prestigio poteva derivare dall'antichità della discendenza e la sua importanza storica, delle cariche assunte e dei ranghi ufficiali.

La misurazione
Nella classe aristocratica esisteva anche un sistema di “misurazione” della nobiltà: erano i cosiddetti “quarti di nobiltà”. Essi erano incentrati nel numero di generazioni nobili, di cui la famiglia poteva fregiarsi. Più era alto il numero, più aumentavano i “quarti”. Il conto parte dai nonni, per cui, se erano tutti in possesso di un titolo, si poteva contare 4/4 (un quarto per ognuno dei quattro nonni). Ogni generazione all’indietro faceva salire il livello dei “quarti”: una generazione in più, 8/4, due in più, 16/4, e così via.
La pratica della misurazione ha origine, alla fine del Medioevo, nei paesi germanici e fiamminghi. Il motivo che li spingeva era la possibile assenza di titolo da parte femminile, e, quindi, il valore della seguente discendenza.

 
 

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