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Il Gattopardo e la nobiltà siciliana

Giuseppe Tomasi di Lampedusa
La famiglia dei Tomasi
Il romanzo Il Gattopardo
Il significato pessimista
E' un romanzo storico?
Il film di Luchino Visconti
Il cast e la scenografia
Definizione e storia della nobiltà
La nobiltà nell'Età contemporanea
Titoli e quarti di nobiltà
FAMIGLIE NOBILIARI SICILIANE
I Chiaramonte
I Polizzi
Gli Alagòna
I Moncada
I Valguarnera-Gangi
I Branciforte
I Lanza
I Grifeo
Gli Alliata

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     IL GATTOPARDO

        "...nessuna forza positiva della
   storia...si profila come alternativa
   all'epos della decadenza cantato
   con struggente nostalgia"

   (Luciano De Giusti, La transizione
   di Visconti)

   

    La faniglia degli Alagòna

   
     
     

 

 

Stemma della famiglia Alagona

Foto da Wikimedia Commons

 
 





 

   La famiglia degli Alagon, detta anche Alagòna o d'Alagona, aveva, probabilmente, origini aragonesi. La denominazione, infatti, deriverebbe da Alagón una zona d'Aragona.
Il capostipite, risalente al XII secolo, sarebbe Artal, signore del castello di Alevona. Un ramo della famiglia Alagòn si insediò anche in Sardegna.
La famiglia raggiunse il suo apice in Sicilia nel XIV secolo.
Il capostipite Blasco I il Vecchio arrivò in Sicilia al seguito di Pietro III d'Aragona e fu il primo insignito del titolo di Barone. Sotto Federico III d'Aragona, nel 1299, acquisì il titolo di Conte di Naso. Come per altre famiglie siciliane, fedeli agli aragonesi, gli Alagona ottennero vasti territori a Catania ed una posizione di privilegio, oltre che a Catania, anche in tutta la Sicilia orientale (nel XIV secolo), oltre che titoli, quali Capitano del Regno e di Maestro Giustiziere, che tramanderanno generazione dopo generazione.
La loro residenza era a Catania, nei pressi del
Castello Ursino, che ospitava, in quel momento, la Corte Aragonese in Sicilia.
Sia Blasco il Vecchio che il figlio Blasco II il Giovane, esponenti della famiglia Alagona, sono citati nell’opera di Tommaso Fazello, famoso storico siciliano del XVI secolo.
Nel 1355, con Artale I, divennero tutori di Maria di Sicilia e vicari del regno, unitamente a Francesco Ventimiglia conte di Geraci, Manfredi Chiaramonte conte di Modica e Guglielmo Peralta conte di Caltabellotta. Con il rapimento di Maria, tuttavia, giunse militarmente in Sicilia Martino I di Sicilia. I Chiaramonte e gli Alagona (con Artale II), oppositori della corona, vennero sconfitti e furono costretti ad un esilio nell’isola di Malta.
La famiglia degli Alagona ed il loro titolo si estinsero con Francesco Alagona nel 1518.

 
 

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