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MARSALA ED ALCAMO E
L'ECCELLENZA DEI VINI SICILIANI.
MARSALA ED ALCAMO
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Introduzione/Marsala
Bullet7blu.gif (869 byte) La città punica di Mozia.
Bullet7blu.gif (869 byte) Storia di Marsala.
Bullet7blu.gif (869 byte) Centro storico e castello medievale.
Bullet7blu.gif (869 byte) Il Complesso dell'Annunziata dei Carmelitani.
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Il Convento e il campanile del Complesso.
Bullet7blu.gif (869 byte) La grotta della Sibilla.
Bullet7blu.gif (869 byte) Il museo del Baglio Anselmi.
Bullet7blu.gif (869 byte) Gli altri musei di Marsala.
Bullet7blu.gif (869 byte) Alcamo nel periodo medievale.

Bullet7blu.gif (869 byte) Alcamo, tra epidemie ed opere d’arte.
 

I VINI SICILIANI
Bullet7blu.gif (869 byte) I tanti vini siciliani.
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Il Marsala: secco, semisecco
o dolce.

Bullet7blu.gif (869 byte) Il Marsala di John Woodhouse.
Bullet7blu.gif (869 byte) Il Marsala e Vincenzo Florio.
Bullet7blu.gif (869 byte) Il Moscato di Pantelleria.

Bullet7blu.gif (869 byte) Il Malvasia delle Lipari.

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Video su Marsala.
Bullet7blu.gif (869 byte) Video su Alcamo.
Bullet7blu.gif (869 byte) Video su Pantelleria.
Bullet7blu.gif (869 byte) Video sulle Isole Eolie.
Bullet7blu.gif (869 byte) Video sui vini siciliani.

 

Bullet7blu.gif (869 byte)Bullet7blu.gif (869 byte) INDIETRO


   
   
      MARSALA ED ALCAMO
    
    Dal Marsala al Nero d'Avola,
     dal Passito di Lampedusa al
     Bianco d'Alcamo: la degustazione
     dell'eccellenza dei vini siciliani
     non ha mai fine.
   
     Alcamo nel periodo
      medievale.
   
     
     

 
   

Il Castello dei Conti di Modica ad Alcamo.

Esculapio - 5 Ottobre 2008
 

 



da Wikimedia Commons


Alcamo venne fondata tra il nono e decimo secolo dagli arabi. Il suo nome deriverebbe dall’arabo "Alqamah", che significa "terra fangosa", cioè “terra fertile”. Altri fanno risalire il toponimo dal nome al comandante musulmano Al-Kamuk, che la fondò. Esso si trova ad una distanza di circa 50 km sia da Palermo che da Trapani.
La prima citazione del nome del paese risale al 1154, contenuta in un passo del Libro di Ruggero II redatto dal geografo Idrisi, d’origine berbera (lo scopo era quello di ottenere una raccolta di carte geografiche del regno). Egli pone la posizione di Alcamo ad un miglio e mezzo arabo dal castello di Calatubo, che è tutt’ora visibile nel comune di Alcamo. Il diario di un pellegrino spagnolo del 1185 la cita come “beleda”, cioè paese con moschee e un mercato. Durante i Regni dei Normanni e degli Svevi, sostanzialmente Alcamo mantenne la caratteristica d’essere un centro musulmano, diviso in quattro casali, quelli di S. Vito, S. Leonardo, S. Ippolito e S. Nicolò. Alla rivolta, però, della popolazione araba, avvenuta tra il 1221 e il 1243, Federico II di Svevia rispose con la deportazione degli insorti e la progressiva cristianizzazione dei quattro quartieri.

La presenza dei feudatari, che si passarono di mano il governo della cittadina, è ben visibile da alcuni castelli di loro proprietà, presenti nel territorio del comune. Innanzi tutto quello dei Ventimiglia, i cui resti si trovano sul monte Bonifato che domina Alcamo, ma anche
il Castello di Calatubo, fortezza costruita in periodo altomedievale. Successivamente fu eretto quello dei Conti di Modica, che risalirebbe al XIV-XV secolo, ancora in ottimo stato, grazie a recenti restauri. Edificato dalla famiglia Peralta, fu ultimata dai feudatari Enrico e Federico Chiaramonte. La famiglia dei Cabrera, Conti di Modica, ne tenne il possesso fino al 1812.  Il castello è di forma romboidale con quattro torri, due quadrate e due tonde, e con mura molto spesse, utili alla difesa dell’edificio. Questi contiene stanze per la tortura dei prigionieri, locali per le sentinelle e per la residenza di eventuali Re di passaggio (vi fu ospitato anche Carlo V di Spagna). La struttura difensiva venne completata intorno al 1500, dal capitano di giustizia Ferdinando Vega, con l’edificazione di una cinta muraria merlata che racchiudeva il paese contro eventuali incursioni di pirati turchi. Quattro porte la mettevano in comunicazione con l’esterno: Porta Palermo, Porta Corleone, Porta di Gesù e Porta Trapani. Nel 1535, al passaggio di Carlo V, in suo onore venne chiusa la vecchia Porta Trapani e aperte altre quattro porte: Porta Stella, Porta Nuova e le nuove Porta Trapani e Porta Palermo. Esse erano posizionate all’inizio e alla fine del Corso Imperiale (l'attuale corso VI Aprile).

Tra gli esponenti alcamesi più noti, nel XII secolo
, del periodo di Federico II, vi è senz’altro il poeta Cielo d'Alcamo (detto anche Ciullo d'Alcamo) che scrisse la famosa "Rosa fresca aulentissima", tra le prime composizioni in italiano volgare, alla base della letteratura italiana. La sua fama ha portato i suoi concittadini a denominare molte emergenze di Alcamo con il suo nome, come: la piazza principale, il Liceo classico e il teatro comunale.

 

 
 

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