5/21
MARSALA ED ALCAMO E
L'ECCELLENZA DEI VINI SICILIANI.
MARSALA ED ALCAMO
Bullet7blu.gif (869 byte)
Introduzione/Marsala
Bullet7blu.gif (869 byte) La città punica di Mozia.
Bullet7blu.gif (869 byte) Storia di Marsala.
Bullet7blu.gif (869 byte) Centro storico e castello medievale.
Bullet7blu.gif (869 byte) Il Complesso dell'Annunziata dei Carmelitani.
Bullet7blu.gif (869 byte)
Il Convento e il campanile del Complesso.
Bullet7blu.gif (869 byte) La grotta della Sibilla.
Bullet7blu.gif (869 byte) Il museo del Baglio Anselmi.
Bullet7blu.gif (869 byte) Gli altri musei di Marsala.
Bullet7blu.gif (869 byte) Alcamo nel periodo medievale.

Bullet7blu.gif (869 byte) Alcamo, tra epidemie ed opere d’arte.
 

I VINI SICILIANI
Bullet7blu.gif (869 byte) I tanti vini siciliani.
Bullet7blu.gif (869 byte)
Il Marsala: secco, semisecco
o dolce.

Bullet7blu.gif (869 byte) Il Marsala di John Woodhouse.
Bullet7blu.gif (869 byte) Il Marsala e Vincenzo Florio.
Bullet7blu.gif (869 byte) Il Moscato di Pantelleria.

Bullet7blu.gif (869 byte) Il Malvasia delle Lipari.

Bullet7blu.gif (869 byte)
Video su Marsala.
Bullet7blu.gif (869 byte) Video su Alcamo.
Bullet7blu.gif (869 byte) Video su Pantelleria.
Bullet7blu.gif (869 byte) Video sulle Isole Eolie.
Bullet7blu.gif (869 byte) Video sui vini siciliani.

 

Bullet7blu.gif (869 byte)Bullet7blu.gif (869 byte) INDIETRO


   
   
      MARSALA ED ALCAMO
    
    Dal Marsala al Nero d'Avola,
     dal Passito di Lampedusa al
     Bianco d'Alcamo: la degustazione
     dell'eccellenza dei vini siciliani
     non ha mai fine.
   
     Il Convento e il campanile
      del Complesso.
   
     
     

 
   

Il campanile e il convento del Carmine, all'interno il chiostro.

Lylybetano  - 12 Marzo 2008
 

 




da Wikimedia Commons


Il Convento dei Carmelitani

Il Convento dei Carmelitani rappresentava, insieme alla chiesa, uno dei monumenti più rilevanti della città. Nel 1862, esso fu acquistato dal demanio e divenne proprietà dell'Intendenza di Finanza, che, a sua volta, verso la fine del XIX secolo lo passò all'Arma dei Carabinieri a cavallo. Dopo la guerra, fu abbandonato. Iniziò una lenta ma graduale, rovina del convento: una sua parte crollò e, per evitare eventuali pericoli per i cittadini, fu abbattuto il suo piano superiore. Solo negli anni novanta la struttura storica è stata oggetto di restauri. L’antico chiostro, ripristinato, presenta al suo interno alcuni frammenti ed un’intera colonna, ed al centro il segno di un pozzo e di una vasca. I resti più antichi del convento sono databili intorno al  XIV-XV secolo. Vi è presenza sui resti interni di diversi affreschi, cosa alquanto rara nell’edilizia conventuale, ma dalla difficile collocazione storica, data la frammentazione dei ritrovamenti stessi.

Il Campanile del complesso.
La torre campanaria del complesso carmelitano, presenta la peculiarità, abbastanza rara, d’essere isolata dal complesso monumentale. Il campanile è di forma ottagonale e presenta una bella scala elicoidale centrale in pietra calcarea. Essa somiglia alla non terminata torre campanaria ottogonale della chiesa di S. Domenico a Trapani.
Alcune interpretazioni, tempo fa, la volevano essere una delle torri di guardia dell’antica città romana di Lilibeo
, riutilizzata per costruirvi la l’attuale torre. Tuttavia, dopo l’inizio degli scavi archeologici  e l’individuazione dell’area occupata dal centro di Lilibeo, molto più a sud, hanno fatto decadere l’ipotesi.
Altri la credono
una casa torre medievale, un’abitazione di tipo fortificato come la torre De Ballis ad Alcamo
Lo storico
Villabianca fa risalire, invece, la torre al 1490, quando il padre Ludovico Petrulla, provinciale dell'ordine carmelitano, con l’aiuto del nipote Niccolò, nobile marsalese, acquistò il campanile ed alcune case prossime alla chiesa, per ampliare il complesso. Nel 1513 sulla torre medievale venne costruita l’attuale. In ogni caso già nel 1684 la torre campanaria fu restaurata, e a sua volta modificata nella versione settecentesca giunta fino a noi.

 

 
 

HOME