13/21
MARSALA ED ALCAMO E
L'ECCELLENZA DEI VINI SICILIANI.
MARSALA ED ALCAMO
Bullet7blu.gif (869 byte)
Introduzione/Marsala
Bullet7blu.gif (869 byte) La città punica di Mozia.
Bullet7blu.gif (869 byte) Storia di Marsala.
Bullet7blu.gif (869 byte) Centro storico e castello medievale.
Bullet7blu.gif (869 byte) Il Complesso dell'Annunziata dei Carmelitani.
Bullet7blu.gif (869 byte)
Il Convento e il campanile del Complesso.
Bullet7blu.gif (869 byte) La grotta della Sibilla.
Bullet7blu.gif (869 byte) Il museo del Baglio Anselmi.
Bullet7blu.gif (869 byte) Gli altri musei di Marsala.
Bullet7blu.gif (869 byte) Alcamo nel periodo medievale.

Bullet7blu.gif (869 byte) Alcamo, tra epidemie ed opere d’arte.
 

I VINI SICILIANI
Bullet7blu.gif (869 byte) I tanti vini siciliani.
Bullet7blu.gif (869 byte)
Il Marsala: secco, semisecco
o dolce.

Bullet7blu.gif (869 byte) Il Marsala di John Woodhouse.
Bullet7blu.gif (869 byte) Il Marsala e Vincenzo Florio.
Bullet7blu.gif (869 byte) Il Moscato di Pantelleria.

Bullet7blu.gif (869 byte) Il Malvasia delle Lipari.

Bullet7blu.gif (869 byte)
Video su Marsala.
Bullet7blu.gif (869 byte) Video su Alcamo.
Bullet7blu.gif (869 byte) Video su Pantelleria.
Bullet7blu.gif (869 byte) Video sulle Isole Eolie.
Bullet7blu.gif (869 byte) Video sui vini siciliani.

 

Bullet7blu.gif (869 byte)Bullet7blu.gif (869 byte) INDIETRO


   
   
      MARSALA ED ALCAMO
    
    Dal Marsala al Nero d'Avola,
     dal Passito di Lampedusa al
     Bianco d'Alcamo: la degustazione
     dell'eccellenza dei vini siciliani
     non ha mai fine.
   
     Il Marsala di John
      Woodhouse.
   
     
     

 
   

Bottiglie di vino Marsala.

Dedda71 - 10 Settembre 2008
 

 




da Wikimedia Commons


Tra il Settecento e gli inizi dell’Ottocento, il Mediterraneo era trafficato da navi commerciali inglesi, spagnole e francesi. La stessa isola di Malta era divenuta terra inglese. Il porto di Marsala vedeva quindi approdare navi di nazioni diverse. Esse nella sosta caricavano varie vettovaglie, acqua, viveri e i vini di produzione locale. La gente di Marsala usava, per la produzione del vino, il metodo chiamato in perpetuum, che consisteva, per l’invecchiamento, nel rabboccare le botti del vino rimasto durante l’anno con il vino di nuova vendemmia e questo ne conservava le caratteristiche.
Nel 1773 approdò, con la nave su cui viaggiava, il commerciante inglese John Woodhouse
. I locali, durante la sosta, offrirono a lui e al resto dell’equipaggio il loro vino, che aveva le caratteristiche, dato il metodo applicato per l’invecchiamento, dei vini spagnoli e portoghesi, molto conosciuti in Inghilterra al tempo. 
Woodhouse ne fu entusiasta, tanto che dispose di imbarcarne una cinquantina di barili da portare a casa. Affinchè non si rovinasse durante il lungo viaggio, lo addizionò con acquavite di vino, allo scopo di elevarne il grado alcolico per stabilizzarlo. Il vino siciliano poco costoso, anche perché del tutto sconosciuto, piacque molto agli inglesi, a tal punto che Woodhouse decise di tornare in Sicilia per avviarne la produzione e la commercializzazione.
A Marsala egli, per l’affinamento del gusto, perfezionò il metodo produttivo locale, applicando quello detto metodo soleras, già usato in Portogallo e Spagna nella produzione, rispettivamente, del Porto e dello Sherry
. Esso consisteva nel disporre delle botti di rovere su alcune lunghe file sovrapposte. Si iniziava a riempire per prime le botti della fila superiore. L’anno seguente il vino invecchiato veniva travasato nella fila inferiore e in quella superiore si versava la nuova vendemmia. Così fino ad arrivare alle botti alla base, che erano pronte per il consumo. Ripetendo la procedura tutti gli anni si otteneva la giusta produzione di vino invecchiato, aromatizzato da uve di annate diverse.

Nel 1833 l'imprenditore palermitano Vincenzo Florio, iniziò a Marsala la sua produzione del vino, fondando la famosa casa vinicola “Cantine Florio”. Iniziava la concorrenza. Un altro imprenditore inglese, Ingham, era giunto a Marsala, per lo stesso motivo del Florio, verso la prima metà dell’Ottocento. Se Woodhouse ha, oltre a finanziare la produzione del vino, anche avviato gli scavi archeologici a Marsala e a Mozia, Ingham vi ha costruito una grande e bellissima villa, ormai, però, da tempo vuota e fatiscente a causa della mancanza di lavori di restauro.

Il vino Marsala detiene il primato d’essere stato il primo vino DOC della storia vinicola italiana. Esso, infatti, è tutulato da un rigido disciplinare sin dal 1932, quando lo legiferò lo stesso Parlamento italiano.

 

 
 

HOME