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Musei di archeologia in Sicilia

L'ARCHEOLOGIA
L'archeologia ed il suo mestiere
I primordi dell'archeologia
Nascita della prima archeologia
Si sviluppa l'archeologia moderna

ARCHEOLOGI
Paolo Orsi, archeologo
Salinas ed Agati
MUSEI ARCHEOLOGICI SICILIANI
 Il museo archeologico di Siracusa
  Il museo archeologico di Palermo
 Il museo archeologico di Enna
 Il museo archeologico Eoliano
  Altri musei archeologici


Video sull'archeologia in Sicilia
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USEI DI ARCHEOLOGIA

      Archeologi bravi e scrupolosi hanno
    riportato alla luce il passato storico
    della Sicilia. Nei musei archeologici,
    oggi, sono esposti i gioielli della
    regione. E la loro bellezza incanta
    ancora dopo secoli.

   

    Nascita della prima
    archeologia

     
     

 

 
 

Lapidario nel chiostro del museo di Palermo

 

Bjs - agosto 2004
Foto da Wikimedia Commons

 







 

E’ a metà del XVIII secolo che si ebbe la prima svolta. Ad originarla furono i rinvenimenti di Pompei ed Ercolano. Il grande serbatoio storico e artistico influenzò grandemente Johann Joachim Winckelmann, che con il libro Storia delle arti del disegno presso gli antichi, pubblicato nel 1764, superando l’antiquariato, portò all’attenzione degli studiosi le realizzazioni classiche architettoniche e lo studio del contesto delle opere d’arte. Da qui originò la moda neoclassica, tutta basata sulle realizzazioni greche e romane, in quanto “modello” di bellezza. Si trattava, però, solo di storia dell’arte antica, limitata al solo mondo classico e lontana da tutte le altre civiltà.
Alla moda del neoclassico, comunque, nell’Ottocento, seguirono, soprattutto in architettura, quelle del neogotico, neoegizio, neoromanico, ed altre, per concludersi tutte nel grande calderone dell’ecclettismo.
Le prime ricerche archeologiche, limitate a specifici siti, diedero origine alle accademie. Furono create, per gli scavi di Ercolano,
l'Accademia Ercolanense, e poi l'Accademia Etrusca di Cortona e la Pontificia Accademia Romana di Archeologia.
La costituzione della Pontificia accademia romana di archeologia, nel 1816, voluta da papa Pio VII,
ufficializzò il termine "archeologia", specificatamente allo studio dei monumenti, al di là dello studio dei documenti scritti.
Parallelamente, nel 1807, grazie al suo grande interesse per la preistoria, di Christian Thomsen, per riordinare i resti conservati nel museo nazionale danese, utilizzò la classificazione precedente di Nicolas Mahudel (età della pietra, del bronzo e del ferro), consacrando tra gli studiosi tale suddivisione. Tra l’altro, negli anni Trenta e Quaranta del XIX secolo, diversi archeologi, datarono ritrovamenti umani preistorici incrociando con essi, la datazione di ossa di animali estinti, ritrovate nello stesso livello dello scavo.

Alla scoperta del resto del mondo, agli inizi dell’Ottocento, prendono l’avvio tutta una serie di spedizioni archeologiche. Con la traduzione dei geroglifici da parte di Jean-François Champollion, e dei caratteri cuneiformi grazie a Georg Friedrich Grotefend, il mondo antico perse il suo mistero, rientrando nella storia. Vennero organizzate diverse spedizioni, sia in Egitto che in Mesopotamia, con grande successo. Molti dei reperti ritrovati presero la via per i grandi musei europei.
Tuttavia, non si trattava di veri e propri scavi, ma di semplici sterri superficiali.

Partito dall’Iliade, Heinrich Schliemann, nel 1873, con una spedizione archeologica, addirittura, riportò alla luce i resti storici di Troia. Non fu, in questo caso, solo frutto di fortuna. Ad aiutare l’archeologo tedesco fu la nuova tecnologia stratigrafica. Nata in funzione di ricerche geologiche e di siti preistorici, la stratigrafia fu essenziale per Schliemann. Sul sito turco di Hissarlik , infatti, furono individuati ben nove strati storicamente sovrapposti. Uno di questi, datato in periodo ellenistico, fu attribuito alla città di Omero.
Successivamente, nel 1900, Arthur Evans operò sul sito miceneo di Cnosso, risalente a
ll'età del bronzo a Creta.

Alla fine dell’Ottocento , in Italia, studiosi e archeologi, come il paletnologo Luigi Pigorini, e gli archeologi Giuseppe Fiorelli e Amedeo Maiuri, che operavano a Pompei, a causa del grande numero di ritrovamenti, adottarono protocolli sistematici oer la classificazione delle opere d’arte in funzione del luogo di ritrovamento.
L’interesse, invece, per le proprie origini, in Scandinavia e Gran Bretagna, portò alla realizzazione dei primi veri scavi archeologici. Non solo per le antichità preistoriche, ma, soprattutto per il periodo medievale. Accurate ricerche riportarono alla luce, piccoli insediamenti preistorici e necropoli ad essi collegate. In tale senso lavorò proprio il generale Augustus Pitt Rivers, sempre alla fine del XIX secolo.

 
 

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