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Il cioccolato di Modica

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MODICA

        ""di inarrivabile sapore, sicché
   a chi lo gusta sembra di essere
   arrivato all'Archetipo, all'assoluto,
   che il cioccolato altrove prodotto
   - sia pure il più celebrato - ne sia
    l'adulterazione, la corruzione
."
   (Leonardo Sciascia)

   

    Archeologia: le cave
    di Modica

   
     
     

 

 

Grotta di Cava Ispica

Leandro Distefano - 9 novembre 2007
Foto da Wikimedia Commons

 
 




Cava Ispica
La Cava Ispica è un grande sito archeologico lungo
tredici chilometri. In esso sono stati ritrovati resti di epoche diverse, dalle tombe a grotticella del periodo siculo ai ruderi della chiesetta bizantina di S. Pancrati.
Grande circa 500 m2 le catacombe della Larderia ospitano quella che è stata definita una città nella roccia. Essa racchiude non solo  464 tombe, in tre gallerie sotterranee, ma anche numerose grotte che furono abitate da uomini e quelle riservate agli animali domestici, altre ancora adibite ai culti primitivi, che presentano altari ed “affreschi”, e non per ultime quelle ad uso funerario.
La cava, che raggiunge anche cento metri di profondità e più di 500 di larghezza, lungo la vallata ospita innumerevoli grotte, naturali o scavate dall’uomo. Nella nuda roccia si presentano gallerie che si intersecano o sono sovrapposte, con botole che le mettono in comunicazione, altre difficilissime da raggiungere, se non con corde. Insomma un vero paradiso per archeologi speleologi.
Scavato in una parete di roccia calcarea (che ripidamente scende per trenta metri) è il notevole Castello Sicano (alto cinque piani), una fortezza ante litteram, utilizzata, probabilmente, come abitazione del signore del tempo.

Cava Lazzaro
La valle di Cava Lazzaro precede geograficamente e storicamente  quella di Cava Ispica. E’, infatti, del periodo del paleolitico siciliano. Presenta sia caverne ad uso religioso, scavate nella roccia in una loro architettura di pilastri e colonne, sia grotte a forno e ad anticella.
A Cava Lazzaro gli archeologi hanno riportato alla luce una serie di manufatti molto interessanti di epoche presicule, realizzati tra il XXII e il XV secolo a.C., oggi custoditi nel Museo Civico di Modica.
A dimostrazione dell’antichità degli insediamenti nell’area si è trovato un teschio del tipo dell’uomo di Neanderthal (è il giudizio del paleontologo Luigi Pigorini), attualmente conservato nel Museo Etnografico L. Pigorini (preistorico etnografico) di Roma.

Nell’area di Cava Lazzaro operò anche il celebre archeologo Paolo Orsi, che vi rinvenne quella oggi denominata Tomba Orsi. Ha un prospetto ornato con finti pilastri su cui sono incisi simboli geometrici.

Cava dei Servi
Nella Cava dei Servi (di Dio), su una collina detta Cozzo Croce, sono state scoperte alcune necropoli dell'età del bronzo, con tombe a grotticella e altre ad enchytrismòs. in esse gli archeologi hanno ritrovato anfore con tracce delle ceneri di mortali, usanza propria della preistoria siciliana. Sempre in Cava dei Servi, si possono ammirare due dolmen (monumenti funerari) fatti con lastroni di pietra infissi nel terreno in forma circolare.

Cava dei Servi è divenuta Parco forestale, godibile, quindi, anche come area naturalistica. In essa scorre il torrente a regime permanente Tellesimo, affluente del Tellaro nella zona di Noto. In un tratto del suo corso il Tellesimo forma il Gorgo della campana, un laghetto più o meno circolare, molto profondo. Le pareti della valle in cui scorre il torrente sono a strapiombo e tutta l’area è estremamente impervia e selvaggia, creando un panorama molto affascinante e suggestivo.

 
 

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