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  Messina Novecento
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La città ricostruita in 20 fotocolor d'epoca     2    3
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  Itinerari del novecento
    MESSINA NOVECENTO
 

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   Percorriamo la città
   ricostruita fra gli anni dieci
   e gli anni trenta
   
     

Testo di Franz Riccobono
Foto di Nuccio Rubino e Melo Minnella

   

 

 
Veduta panoramica -- General view
 

Cartoline della collezione Franz Riccobono
nella edizione riservata Carisme - Messina

 

 
Altri esempi di questo tentativo di recupero posto in atto nella prima fase della ricostruzione si possono cogliere nei palazzi delle famiglie Donato, Carrozza, Mallandrino ( poi Marullo) ed i numerosi altri casi oggi leggibili lungo la via dei Mille o via Romagnosi, dove più concentrati rimangono gli edifici di quel tempo. Tenuto conto dei limiti imposti dalla normativa antisismica, in quegli anni vigente, solo spazio alla fantasia restava il decoro delle facciate, attraverso il quale si cercava di conferire opulenza ed imponenza alle nuove costruzioni "pigmee". In questo tentativo furono impiegate maestranze locali cui non mancò certo ispirazione e capacità, se si considera che l’elenco infinito di capitelli, mascheroni, balaustre colonne e colonnine, stipiti e mensole, fasce, pannelli o paraste, timpani, putti fiori, frutta e mostruosi animali, sempre in cemento, non si verificò una sola ripetizione. Tale originalità, mantenuta per ciascun edificio, sorprende ancor più se si considera la contemporaneità dell’esecuzione e l’utilizzo di stampi che avrebbero suggerito il riimpiego delle stesse forme. Autori di questa vastissima produzione furono artigiani locali rimasti misconosciuti, a volte affiancati o diretti da veri artisti come nel caso dello scultore Antonio Bonfiglio, distintosi in particolare nel decoro interno ed esterno del Palazzo del Tribunale e del Palazzo delle Corporazioni, o Camera di Commercio.

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In questa pagina Palazzo dell'Hotel Commercio,
particolari del prospetto su via I° Settembre.

Questa ostentata ricerca estetizzante, che ben s’intona al gusto di quegli anni, portò alla creazione di una città nuova, caratterizzata dalle strade larghe e dalle case basse, che esprimevano già all’esterno, nelle facciate, forse più che all’interno, il desiderio degli abitanti di ben apparire, mostrando l’amore per la propria dimora, il desiderio di riscattarsi dalla miseria immagine della città di legno, dalle baracche in cui erano costretti dal sisma. La febbrile ricostruzione continuerà sino allo scoppio della seconda guerra mondiale, anche se con criteri diversi, da quello che era stato il gusto o il modello della prima fase della rinascita.

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Per saperne di più

Per gentile concessione degli autori, pubblichiamo testo e immagini apparsi con il titolo di "Decorazioni borghesi" nella serie "Il tesoro dell'Isola" N.43 - Palermo nel 1989 - Novecento Editrice,   supplemento del 03.11.1989 del "Giornale di Sicilia". Per sapere degli altri interessanti argomenti, tutti rivolti alla scoperta del patrimonio siciliano, è possibile rivolgersi a
Novecento Editrice - Via Siracusa, 16 - 90141 Palermo Tel. 091323513 - 091587417.

 
 

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