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  Messina Novecento
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La città ricostruita in 20 fotocolor d'epoca     2    3
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  Itinerari del novecento
    MESSINA NOVECENTO
 

Per saperne di più  

 
   
 
   Percorriamo la città
   ricostruita fra gli anni dieci
   e gli anni trenta
   
     

Testo di Franz Riccobono
Foto di Nuccio Rubino e Melo Minnella

   

 

 
Panorama visto dal porto -- General view seen from the harbour
 

Cartoline della collezione Franz Riccobono
nella edizione riservata Carisme - Messina

 
 
Sbarcando a Messina, il biancheggiare sulle colline di moderni complessi e la cinta di palazzi lungo il fronte a mare, annunciano una città nuova , luminosa, solare. In realtà, ben più remote sono le origini di questo insediamento, collegato a varie fasi della preistoria siciliana. Sotto i palazzi del centro cittadino si celano i resti di un vasto villaggio dell’età del bronzo, sviluppatosi circa mille anni prima che i coloni calcidesi rifondassero Zancle, nell’ottavo secolo a.C. Pur se lacunose e frammentarie, le notizie del primo abitato greco lasciano intravedere la possibilità che qui sullo Stretto, appoggiandosi al porto falcato, si sia stabilita la più antica colonia greca di Sicilia, ancor prima che a Naxos.
Città nuova 14.jpg (14412 byte)   Ma tornando in superficie, quello che si vede per le strade di Messina è il frutto della ricostruzione avvenuta tra le due guerre di questo secolo, dopo che la città venne scossa catastroficamente dal sisma, negli ultimi giorni del 1908.
Quel 28 Dicembre ( di ottanta anni fa) chiudeva un ciclo durato quasi 4000 anni, azzerando pressoché interamente non tanto l’impianto urbano, quanto il patrimonio monumentale artistico, e purtroppo anche l’assetto sociale dell’antica Messina. In realtà, non furono i pochi secondi di scuotimento tellurico a cancellare tanta storia, quanto piuttosto le diatribe politiche che ne ritardarono la ricostruzione, a portare i danni più gravi al ritmo di vita della città. Per circa venti anni si trascina l’agonia. Nel 1928 riaprono l’Università e il Tribunale, mentre per il nuovo Palazzo di Città bisognerà attendere gli anni Trenta. Una città provvisoria, baraccata, che nella prima ricostruzione dura quasi una generazione. Al di là delle mancate occasioni, come reagirono i messinesi, come vollero le loro case, come si caratterizza la città di quegli anni, la nuova Messina dove, non è un caso, fiorì un forte movimento futurista? Dopo le demolizioni con cariche di dinamite di quanto rimasto, e lo sgombero delle macerie che occupavano il centro storico, si procede con lentezza alla ricostruzione di alcuni edifici pubblici e case private. Il Palazzo della Provincia e le Poste sorgono, intorno al 1915, sul fronte meridionale della nuova piazza intitolata ad Antonello; il cerchio verrà continuato con la costruzione della galleria Vittorio Emanuele III e del Municipio, circa 15 anni più tardi.
     
A destra una delle quattro fontane che prima del terremoto del 1908 erano addossate ai quattro canti dell'incrocio fra via Cardines (che solcava l'intero tessuto della città) e via Austria, oggi via Primo Settembre.

Sopra un particolare.

 

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Per saperne di più

Per gentile concessione degli autori, pubblichiamo testo e immagini apparsi con il titolo di "Decorazioni borghesi" nella serie "Il tesoro dell'Isola" N.43 - Palermo nel 1989 - Novecento Editrice,   supplemento del 03.11.1989 del "Giornale di Sicilia". Per sapere degli altri interessanti argomenti, tutti rivolti alla scoperta del patrimonio siciliano, è possibile rivolgersi a
Novecento Editrice - Via Siracusa, 16 - 90141 Palermo Tel. 091323513 - 091587417.

 
 

       

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