3/14
RAGUSA    
Introduzione   Il Duomo di San Giorgio
Breve excursus storico
della città
  Le meraviglie nell’architettura
religiosa
L’antico sito greco di Kamarina   Le meraviglie nell’architettura
civile
Gli scavi archeologici della città greca   Le meraviglie nell’architettura
militare
Gli altri siti archeologici Tradizioni e folclore
Ragusa e il Barocco Siciliano Gli eventi ed il turismo
Gli autori del “miracolo”   INDIETRO
Caratteristiche del Barocco Siciliano    
    RAGUSA
   Kamarina, Hybla, Ragusa superiore
   e Ragusa marina, tutte stelle di
   un'unico cielo, storico ed artistico,
   che fanno di Ragusa una città
   dalle mille sfaccettature. 
 

Per saperne di più  

   
   
 
   L’antico sito di Kamarina    
     
     

 
   

Museo archeologico regionale paolo orsi,
testa di guerriero da stele funebre in marmo pario,
da kamarina, 460-450 ac..
 

Sailko- 26 Giugno 2009

 

 
 

da Wikimedia Commons

 

Mentre sepolto in un profondo sonno Colà posava il travagliato Ulisse,Minerva al popol de' Feaci e all'alta Lor città s'avvïò. Questi da prima Ne' vasti d'Iperèa fecondi piani Far dimora solean, presso i Ciclopi, Gente di cuor superbo, e a' suoi vicini Tanto molesta più quanto più forte. Quindi Nausitoo, somigliante a un dio, Di tal sede levolli, e in una terra, Che dagli uomini industri il mar divide, Gli allogò, nella Scheria; e qui condusse Alla cittade una muraglia intorno.[..] Alte vi crescon verdeggianti piante, Il pero e il melagrano, e di vermigli Pomi carico il melo, e col soave Fico nettáreo la canuta oliva. Né il frutto qui, regni la state, o il verno, Pêre, o non esce fuor: quando sì dolce D'ogni stagione un zeffiretto spira, Che mentre spunta l'un, l'altro matura.” (Omero, Odissea)

Il popolo dei Feaci, guidati
dal famoso re Alcinoo, secondo il poeta Omero, era insediato nella parte meridionale della Sicilia, poichè e i Ciclopi popolavano la costa del nord-est siciliano. Diversi erano stati gli scontri con essi, mai vinti. Essi abitavano Ipperia, come testimoniano anche gli storici Vibio Sequestro e Eustazio. E’ molto probabile che la città fosse Kamarina, attraversata dal fiume Ippari tutt’ora (il nome Ipperia, dovrebbe essere l’antica denominazione di Kamarina). Esiste attualmente nella zona l' originario sito balneare denominata Porto di Ulisse.

Camarina (o Kamarina) fu un’antichissima città fondata da Siracusani, guidati da Daskon e Menekleos,nel 528 a.C.. come centro avanzato della loro politica espansionistica, dopo gli avamposti di Akrai e di Casmene. La fondazione è testimoniata dall'emissione di una moneta con un elmo corinzio e una palma mediterranea.

Il porto della città fu ottenuto dal drenaggio di una zona paludosa, da qui il nome della ninfa Kama(rina) ed il simbolo della rinascita con il Cigno.

La città greca, citata da Pindaro, Tucidite, Polibio e Diodoro, ebbe una vita travagliata e nel giro di tre secoli circa fu distrutta più volte. Per la sua posizione geografica venne a trovarsi in quanto città dì frontiera coinvolta nelle lotte tra Siracusani e Gelesi.

Una prima volta fu dunque distrutta poiché si ribellò ai Siracusani, che la rasero al suolo. Fu riedificata da Ippocrate, tiranno di Gela, che l'ebbe in cambio di molti Siracusani prigionieri. Camarina tornò all'antico splendore. Ma tramando politicamente contro Siracusa, fu distrutta una seconda volta da Gelone, con conseguente deportazione dei suoi abitanti. Ne approfittarono i Gelesi, che occuparono il territorio allettati dall'opportunità di trovarlo spopolato. I Gelesi dunque le dettero nuova vita, ma alleatisi con i Cartaginesi nel corso della prima guerra punica contro i Romani, furono da questi battuti e la città soggiogata e da quel momento abitata da una piccola colonia romana. Fu saccheggiata dai Mamertini nell'anno 280 a.c. Dopo la distruzione operata dai Romani nel 258 a.C. la città non si riprese più e i luoghi circostanti furono occupati da paludi e da boscaglia. La città venne progressivamente abbandonata dai suoi abitanti, che si spostarono nel nuovo porto nella vicina Kaukana (Punta Secca) e all'interno della Sicilia. Nell'area del tempio trasformato in chiesa persistette tuttavia un piccolo villaggio.

Scrive Amico <Oggi di si celebre e potentissima città sita sopra una lieve altura, non altri si rimane che il nome, tuttavia per lo spazio di un miglio e mezzo di circuito trovansi ingenti ruine in massima parte sepolte>.
 
 
 

HOME