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RAGUSA    
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   Le meraviglie nell’architettura
    militare
   
     
     

 
 

Castello di Donnafugata a Ragusa,
XIX secolo, dettaglio della loggia.


 

LeZibou - 2006

 

 
 

da Wikimedia Commons

 

Quasi tutti i resti archeologici militari, sembrano a Ragusa, legati al nome Cabrera. Si parte dal 600 quando viene eretta una delle cinque porte sulle mura della città antica, Porta Walter (o Porta Vattiri) a causa della visita del Viceré di Sicilia Giovanni Alfonso Enriquez de Cabrera; esiste la Torre Cabrera di Marina di Ragusa, del XVI secolo, torre d’avvistamento sulla costa, che protegge il caricatoio del porto vecchio; per finire al famoso Castello di Donnafugata del conte Bernardo Cabrera, signore della Contea di Modica. Ad esso è collegata la famosa leggenda storica che vuole che il conte vi abbia segregato la principessa Bianca di Navarra. La sua fu una fuga rocambolesca attraverso cunicoli e passaggi sotterranei che portavano all’esterno del castello nelle campagne circostanti. I sovrani di Palermo, si narra, non reagirono mai, tanto era temuto il conte di Cabrera.
Sempre secondo leggende si narra che il castello sia stato eretto su di una torre del XIII secolo. Ampliato nel Settecento, fu, nella maggior parte costruito, in stile neo-gotico, dal Barone Corrado Arezzo, che vi fece inserire la splendida loggia ad archi trilobati.
L’edificio conta di 122 vani per una superficie totale di 2500 metri quadrati. Stupefacente il salone degli stemmi, il salone degli specchi, la sala della musica, la stanza del biliardo e, nota curiosa, la stanza da letto della principessa di Navarra. Si accede al piano nobile tramite una grande scalinata in pietra pece. Il castello è circondato da un bellissimo parco di quasi 8 ettari.

Possiamo annoverare tra le architetture militari di Ragusa anche, naturalmente, i resti, del VIII secolo, di mura bizantine. Esse facevano parte della cinta difensiva del Castello di Ragusa, opera dei bizantini e, successivamente, dei normanni. Sono state ritrovate nella zona orientale di Ragusa Ibla, dietro la Chiesa del santissimo Signore Trovato.

 
 
 

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