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  Parchi e giardini
 
Per mano sua nasce un lussureggiante
  “orto botanico in miniatura”.
 

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  A Villa Piccolo il giardino
  di Agata Giovanna
   
     
Testo di Rosa Maria Manuli      

     
 

A Villa Piccolo il giardino di Agata Giovanna
 

 
 






 
 
   

Lasciati i fasti dell’aristocrazia palermitana, ormai agonizzante, per ritirarsi con la sua famiglia nella Villa della Piana, a Capo d’Orlando, con notevole competenza e lungimiranza la baronessa Teresa, sorella della madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, diede un nuovo impulso produttivo ai vasti possedimenti terrieri, risanando ben presto il patrimonio di famiglia.

In questi luoghi aviti, immersi nel silenzio della natura, ciascuno dei fratelli coltiva i propri interessi: Lucio la poesia, la musica, la letteratura; Casimiro la metapsichica, la fotografia, la pittura; Agata Giovanna la casa, la cucina, le piante. E’ per mano soprattutto di Agata Giovanna che nasce il lussureggiante giardino che circonda la Villa, un “orto botanico in miniatura”, come spesso viene definito. Il giardino primitivo è rappresentato da un terrazzo la cui vista spazia sul mar Tirreno, dal quale emergono le isole Eolie, confuse tra cielo e mare.

Cinto da una semplice balaustra, sferzato da venti carichi di salsedine, soggetto ad una forte insolazione, il terrazzo rappresenta il luogo più adatto per la coltivazione di alcune succulente, in grado di tollerare l’arida stagione estiva. Così, tra le aiuole delimitate da pietra viva, si osservano le forme scultoree dei “cuscini della suocera” Echinocactus grusonii, del Cereus jamacaru, imponenti gruppi di Aloe arborescens, l’Euforbia ingens e l’inconfondibile sagoma della Nolina recurvata, il tutto alleggerito da cespugli di Plumbago e ciuffi argentati del Dasylirion.

Al centro una vasca rotonda. Altre tre di forma oblunga accompagnano il perimetro del terrazzo e accolgono, nelle loro acque, Ninfee avide di sole e simbolo di crescita spirituale; il fior di Loto dalle foglie cuoriformi ed il papiro. Dalla parte diametralmente opposta al terrazzo, di fronte l’ingresso principale della Villa, si estende il “Giardino delle delizie”. Delimitato da un pergolato, che ne definisce lo spazio, rappresenta l’elemento di congiunzione con quello che ancora oggi in Sicilia si intende propriamente per “giardino”, ovvero un terreno produttivo coltivato prevalentemente ad agrumi, oliveto e frutteto.

Pochi gli elementi architettonici: la foresteria, sedili lungo i viali, una tazza barocca posta davanti la facciata principale, circondata da Cycas revoluta, Strelitzie giganti e ancora Plumbago e Bouganvillea.

 

 
 
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