COMUNE DI

S
ANTO STEFANO DI QUISQUINA (AG)

   
 
     
  Stemma del Comune di Santo Stefano di Quisquina  
     
     
     
     
     
     
     
  da Wikimedia Commons  
     


Centro agricolo (Comune di 85,92 Km2 con 5800 abitanti),  73 Km a Nord-Ovest del capoluogo, a 730 metri s.l.m. sulle pendici settentrionali della serra Quisquina (1.179 m.) dei Monti Sicani.

Il territorio è composto da argille scagliose variegate, con arenarie silicee o cloritiche, pedologicamente caratterizzato da rocce argillose.
Zona sismica di seconda categoria.

Economia di tipo zootecnico (bovini, ovini, equini) e agricola (cereali, frutteti, agrumeti, oliveti). Presenti attività aziendali ed artigianali nel settore del legno e della ceramica.

 

    Santo Stefano di Quisquina    
       
Notizie storiche Beni monumentali

Nei pressi del bosco della Quisquina sorsero i casali arabi di Rahaltavilla e il casale di Santo Stefano di Melìa nelle vicinanze del monastero basiliano. Da questi casolari agricoli prese avvio il primo nucleo abitato di Santo Stefano Quisquina, che fuse le antiche denominazioni. Si venne formando probabilmente sotto il regno di Federico II d'Aragona (1296-1337).

Il nuovo Borgo è appartenuto a Giovanni di Caltagirone. Fu successivamente nelle proprietà dei Chiaramonte durante il secolo XIV; poi dei Principi di Belmonte. In seguito fu feudo delle famiglie Sinisi, de Agijs, Lacan, Ventimiglia.

L'impianto seicentesco è riconoscibile nell'area centrale de paese, mentre a monte si osservano le espansioni sette-ottocentesche. Il tessuto urbano è costituito da comparti misti a corte e molto articolati ed irregolari nella parte centrale, a stecca con case disposte a spina nelle aree di espansione ottocentesca.

 

Chiesa Madre di S. Rosalia,
Chiesa Santuario della Quisquina,
Oratorio dell’Addolorata.

 

ITINERARI CONSIGLIATI

La Chiesa Madre edificata da Federico Chiaramonte nel secolo XVI e dedicata a San Nicola di Bari; è ornata dagli affreschi ottocenteschi dei fratelli Manno.

Da vedere le altre Chiese del paese, fra le quali la Chiesa del Purgatorio (secolo XVIII) e il contiguo collegio di Marìa, la Chiesa di San Francesco di Sales (1723), la settecentesca chiesetta del Santissimo Sacramento.

Nella piazza castello, ornata da una fontana settecentesca, è prospiciente il palazzo edificato nel 1745 da Giuseppe Emanuele Ventimiglia.

Interessante la piccola raccolta degli attrezzi della cultura rurale conservata nel Museo etnoantropologico.