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Patti e la Madonna Nera del Tindari
Introduzione
Gli scavi di Tyndaris
La Villa romana di Patti marina
Storia di una citt governativa
Archeologia ed arte a Patti
Patti tra Natura e Natura
 
 
 
La Madonna Nera di Tindari
Il culto delle Madonne Nere
L'origine orientale del culto
Altre interpretazioni sui Simulacri
L'icona ritrovata
Le leggende di Marinello
 
Video su Patti
Video sulla Madonna Nera
 
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PATTI

      La statua venne, quindi, portata
   sulla rupe sovrastante, in una
   chiesetta gi esistente, che, per,
   successivamente  dovette essere
   ampliata pi volte per ospitare
   i fedeli, che vi giungevano in gran
   numero, attratti dalla fama
   miracolosa  della Madonna Nera
   del Tindari, a Patti.

   

    Gli scavi di Tindaris

   
     
     

 

 

 Un tratto delle mura di cinta di Tindaris

Dedda71- 2007

 
 


da Wikimedia Commons
 

 

Tindari (frazione di Patti), su di un promontorio che si affaccia sul mare a 230 metri di altitudine.

Nel territorio di Tindari si sono rinvenuti insediamenti umani risalenti tra il secolo XIX e il XIV a.C., cio dellet del bronzo e del ferro, la cui cultura stata ritenuta talmente evoluta da denominare un periodo di sviluppo denominato "facies di Rodi, Tindari e Vallelunga".

La posizione dell'attuale centro sorge poco distante dai resti archeologici dellantica Tyndaris, fondata nel 396 a.C. dai Siracusani di Dionigi il Vecchio, dopo avere battuto i Cartaginesi. Una versione di poco differente sullorigine di Tindari ( che denomina Tindaride) la riporta Diodoro. Essa sarebbe stata fondata da una colonia di Messeni. Questi provenivano dalla Laconia, regione del Peloponneso, esuli in seghito alla guerra fra Sparta (capitale della Laconia) e Siracusa. I Laconi si collocarono a Zancle, ma successivamente si spinsero ad abitare un territorio verso il mare nei pressi di Abaceno. Qui fondarono Tindaride, racconta Diodoro, amministrando pacificamente la repubbica e accrescendo le loro sostanze con alleanze commerciali con altre popolazioni.
Il nome, forse pre-esistente, si riconduce ai Dioscuri, chiamati anche Tindaridi, ed al loro padre terreno Tindaro, eroe e re mitico di Sparta.

Il Centro sarebe stato denominato Tyndaris o Tindaride in onore dei Dioscuri, Castore e Polluce. Infatti la leggenda vuole che il fondatore sia stato Tindaro, padre di Leda che fecondata da Giove dette alla luce Elena e i due Dioscuri.

La citt diviene famosa ed opulenta. Il suo territorio comprendeva anche una parte della citt di Abaceno, alleata dei Cartaginesi. Tindari stata alleata, prima dei Siracusani e poi nel 254 a.C dei Romani. Quindi fu sempre acerrima nemica dei Cartaginesi. Aveva un tempio ed un ginnasio dedicato a Mercurio, con una bellissima statua del Dio, che venne sottratta dai Cartaginesi. Partecip alla spedizione africana, fornendo navi. Quando Emilio Scipione, distrusse Cartagine nel 146 a.C., la citt venne premiata con privilegi e donazioni. Fra queste donazioni, la statua di Mercurio, venne restituita agli abitanti di Tindari, che con grande gioia la ricollocarono nellantica sede.

Nella piazza centrale si scorgeva una statua equestre di M.Marcello.

L'ingordo Verre incapp in una vicenda legata ad una statua di Mercurio, che trasfer a Messina, per arricchire la propria collezione privata. Non bast il sopruso, perch fece anche bastonare il magistrato che si opponeva allatto illegale. La popolazione reclam allora direttamente a Roma, chiamando Cicerone quale difensore pubblico, che pronunci contro Verre una delle sue orazioni pi famose, tanto che questi fu costretto, per sentenza del senato a lasciare la carica di pretore.

Imperversando la guerra civile fra Ottaviano e Pompeo, la citt si schier con Sesto Pompeo. Si strinse nel 36 a.C. ad Agrippa che conquist la citt e la trasform in colonia imperiale.

Una leggenda racconta che battendo e corrodendo le onde la base della rupe sulla quale sorgeva lantica citt, una parte di questa rovin a mare, a causa del terremoto che si scaten alla morte di Cristo. Della frana che distrusse parte del paese parla anche Plinio il Vecchio e la colloca alla fine del I secolo a.C., da qui la leggenda. Dopo la frana il terremoto del 365 d.C. La distruzione totale avviene ad opera degli Arabi.

 

Gli scavi archeologici
I primi scavi nella zona di Tindari si datano al 1838-1839, ripresi recentemente tra il 1960 e il 1964 dalla soprintendenza di Siracusa e tra il 1993 e il 1998 dalla soprintendenza di Messina. I rotrovamenti sono esposti in parte nel Museo locale e in parte nel Museo Archeologico Regionale di Palermo. I ritrovamenti ci svelano un impianto urbanistico a scacchiera diviso tra decumani (8 metri di larghezza) e cardini (3 metri di larghezza). Gli isolati delimitati dalle vie avevano un'ampiezza di circa 30 m e una lunghezza di 77 o 78 m. Il decumano superiore tra quelli ritrovati, collegava il Teatro costruito a monte sulla collina e dall'altra parte l'Agor: Oltre si stagliava sul monte, oggi occupato dal Santuario della Madonna Nera, l'Acropoli.
La citt era fornita di un sistema fognario, di cui vi rimasta traccia.
Le mura di cinta messe alla luce negli scavi sono datate al III secolo a. C. , tuttavia furono ricostruite su quelle precedenti della citt greca. Le mura erano interrotte a distanze diseguali da torri difensive, due delle quali, nella zona della porta principale d'accesso alla citt, posta a sud, incorniciavano l'ingresso. A sud del decumano superiore stata ritrovata un'insula d'origine romana con erme, tabernae, abitazioni ed in particolare di una grande casa patrizia con pavimentazioni e mosaici.
Il Teatro risale al IV secolo a. C. durante il periodo greco, ma fu rimaneggiato in epoca romana. Appoggiato alla collina di forma circolare e, la cavea, aveva una capienza di 3000 persone. In epoca romana vi si aggiunse un portico e la scena, di cui, per, rimangono solo le fondazioni ed un arco. E' stato dimenticato per molto tempo ma alla fine ritrovato dal pubblico attraverso fotografie a partire dal XIX secolo.
E' attualmente usato in vario modo dal festival di Tindari tutti gli anni dal 1956 ad oggi.

 
 

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